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Padova – Bloccati due sfratti

20 Feb

Attivisti di Razzismo Stop, Adl Cobas e Cso Pedro bloccano due sfratti nel quartiere Arcella.

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Questa mattina, decine di attivisti di Adl Cobas, Cso Pedro e Razzismo Stop, insieme a tante famiglie e semplici cittadini, hanno scelto di essere presenti davanti alle porte di due abitazioni: entrambe nel quartiere Arcella, entrambe di nuclei familiari che, come tantissimi a Padova, sono stati colpiti da provvedimenti di sfratto esecutivo, a causa di morosità legate all’impossibilità di pagare l’ affitto.

Le storie del sig. Bruscagin, pensionato padovano da più di 30 anni residente in via Pizzolo e con difficoltà a pagare i ratei e quella di Ramdane, cittadino di origine algerine, residente in Veneto da più di 10 anni che, dopo aver perso il lavoro nel 2010, non ha più trovato un’occupazione stabile, hanno tanti punti in comune.

E’ infatti la stessa storia di chi in questi anni a causa della crisi ha perso il lavoro e non è riuscito più ad essere in regola con i pagamenti. Di chi si è rivolto ai servizi sociali e all’ufficio casa del Comune e non ha avuto risposte chiare e certe sul proprio futuro. Di chi non ce la fa più a vivere in alloggi fatiscenti e pagare ciononostante affitti e spese insostenibili.

Ramdane per esempio vive in un garage adibito ad abitazione, l’ affitto sul contratto era convenuto in 100 euro mensili ma lui, che vive insieme a suo cugino, anche lui ex lavoratore presso i magazzini Alì, in realtà pagava in più una quota in nero senza regolare ricevuta.

Questa è solo una delle decine e decine di situazioni che abbiamo avuto modo di scoprire tramite i nostri sportelli e che ogni giorno continuiamo a incontrare.

Le famiglie sono lasciate spesso ad aspettare un intervento che non arriverà mai, un aiuto da chi dovrebbe garantire che i problemi sociali non vengano risolti con l’ utilizzo della forza pubblica, come paventato questa mattina. Sono in tantissimi che quando si rivolgono allo sportello dell’ ufficio casa, come risposta si sentono dire che non ci sono case, che al “primo accesso non succede niente”, di ritornare quando arriva la notifica dello sfratto esecutivo.

Queste modalità, non sono accettabili. Mentre l’ Ater mette in vendita le case, mentre centinaia di alloggi in questa città rimangono sfitti, mentre le graduatorie dell’ assegnazione degli alloggi pubblici rimangono ferme, tantissime famiglie rischiano di finire per strada.

Ma oggi grazie al presenza degli attivisti, degli amici e parenti siamo riusciti a bloccare entrambi gli sfratti e a rinviarli di 2 mesi.

Nessuno deve finire per strada; è quello che sempre diciamo.

Ma diciamo anche che siamo stufi di questo immobilismo, di questa politica che a forza di mettere toppe su toppe, riesce solo a spostare i problemi più in avanti, senza risolverli.

L’ intervento sulle politiche abitative, deve essere preciso, regolare e continuativo, mettendo a disposizione per tutti, case e fondi per sanare le morosità.

Il diritto all’abitare, nella crisi e contro la crisi, è uno dei punti cardine da cui partire per creare diritti e rivendicare dignità.

Lunedì 25 Febbraio ci sarà il sesto accesso a casa di Fatimo, sfratto che abbiamo già bloccato diverse volte. I requisiti richiesti per avere una casa popolare ci sono. E’ il momento di fare le cose. Noi comunque, come oggi, saremo lì in tanti, a dire, ancora una volta, che nessuno va per strada.

Il video della giornata

Adl Cobas, Razzismo Stop, Cso Pedro

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Appello per una mobilitazione nazionale con i rifugiati

18 Feb

Costruiamo una coalizione per l’accoglienza degna. Mobilitiamoci in maniera permanente a partire dal prossimo 25 febbraio

Il prossimo 28 febbraio è prevista la fine della cosiddetta “Emergenza Nordafrica” e migliaia di rifugiati in tutta Italia rischiano di essere abbandonati una seconda volta.

Già nel corso di quest’ anno e mezzo trascorso dall’inizio del Piano di Accoglienza, infatti, sono stati lasciati soli dalla colpevole inerzia del Governo e di chi ha gestito l’accoglienza.
Strutture in condizioni indegne, senza acqua calda e riscaldamento, persone stipate in posti sovraffollati, disservizi e malaffari, come ci hanno raccontato i reportage dell’Espresso, di Repubblica e del New York Times, non sono però gli unici “scandali” di questa vicenda.

Salvo in qualche rara esperienza territoriale infatti, nessuna delle strutture di accoglienza ha costruito le condizioni minime perché i rifugiati provenienti dalla Libia avessero l’opportunità di rendersi autonomi, indipendenti ed inserirsi nei nostri territori. Niente corsi di formazione, nessuna traccia dell’inserimento lavorativo, zero inserimento abitativo.

Così, il circuito messo in piedi con l’Emergenza Nordafrica si appresta a dare prova del suo ennesimo fallimento consegnando alla strada migliaia di persone senza futuro.
Eppure il denaro non è mancato e le cifre fanno impallidire ogni retorica sulla scarsità di risorse: 1 miliardo e 300 milioni di euro, 46 euro a persona per ogni giorno di ospitalità, oltre 1.300 euro al mese per ogni profugo, una vera fortuna in denaro si è persa tra le pieghe di convenzioni e burocrazie, finita in tasca di albergatori e cooperative a copertura dei loro affari.

Come se non bastasse, il colpevole ritardo con cui il Governo ha disposto il rilascio dei permessi di soggiorno ha letteralmente ingabbiato i rifugiati: senza permesso, senza carta d’identità, senza titolo di viaggio (sostitutivo del passaporto), senza quindi poter scegliere di restare, di lavorare, oppure di ripartire verso altre mete.

Per questo, dopo questo anno e mezzo di mobilitazioni, di appelli e di attività di sostegno ai cosiddetti profughi, crediamo sia il momento di mobilitarci tutti insieme. Di mettere in campo una grande coalizione per i rifugiati. Una mobilitazione comune che dal prossimo 25 febbraio si riappropri di piazze, strade, spazi vuoti, università o scuole.

Perchè chi è fuggito dal conflitto in libia, perseguitato, minacciato, utilizzato come moneta di scambio dal dittatore Gheddafi, non sia costretto a mettersi in fuga una seconda volta, nell’ombra, dopo aver sperato che le democrazie europee sapessero dare prova di civiltà.

Chiediamo:
- la proroga dell’accoglienza oltre il 28 febbraio con risorse destinate all’inserimento abitativo dei rifugiati;
- la messa a disposizione di borse lavoro, fondi per la formazione, l’inserimento lavorativo e di somme adeguate per chi voglia raggiungere altre mete, anche attingendo dall’enorme quantità di denaro accumulata dagli enti gestori che non hanno mai messo in campo queste attività;
- l’immediato rilascio per TUTTI dei permessi di soggiorno, dei titoli di viaggio, delle carte d’identità.
- l’adozione di queste misure in maniera omogenera su tutto il territorio nazionale

Una questione di democrazia, dignità e giustizia.

- Tutte le notizie sul tema

Per aderire scrivi a redazione@meltingpot.org

Padova – Crisi, giustizia e diritti. Profughi: prima abbandonati poi arrestati. Quale giustizia?

18 Feb

Giovedì 21 febbraio, ore 21.00, cso Pedro, via Ticino 5, Padova

Dall’inferno libico alle carceri italiane, ancora una volta le emergenze sociali diventano questioni di ordine pubblico.
A Padova, a seguito delle contestazioni nel centro di accoglienza Casa a Colori, cinque profughi subsahariani sono stati arrestati con l’accusa di sequestro di persona, dopo essere fuggiti dalla dittatura libica, dopo che per un anno e mezzo l’Italia ha violato ogni protocollo sulle garanzie per i richiedenti asilo e rifugiati. Le democrazie europee vacillano di fronte alle istanze di accoglienza. La politica tace mentre la giustizia, quella dei tribunali, fa il suo corso e ci consegna ancora una volta l’attualità del rapporto distorto tra questioni sociali e legalità.

Lo spazio della crisi intensifica ancor di più questa spirale. In questo gioco di spinte tra ordine e volontà di trasformazione, tra norme e giustizia sociale, inserito in un contesto di compressione dei diritti senza precedenti, vogliamo affrontare questo inaggirabile nodo del nostro presente.

Ne discutiamo con:
Giovanni Palombarini, Magistratato
Pape Diaw, Portavoce della comunità senegalese di Firenze
Aurora D’Agostino, Avvocato del Foro di Padova
Luca Casarini, Globalproject
Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa

Padova – Rifugiati, un futuro dopo il 31 Dicembre..

18 Dic

Iniziativa davanti al Comune di Padova ore 11 Giovedì 20 Dicembre

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IL 31 DICEMBRE CHIUDERANNO TUTTI I CENTRI DI ACCOGLIENZA PER I RIFUGIATI DALLA LIBIA: MOBILITIAMOCI PER TENERLI APERTI

Aperitivo Sociale dell’ Ass. Razzismo Stop

11 Dic

Mercoledì 12 Dicembre – Padova, via Gradenigo 8 – zona portello, dalle ore 19

Presentazione dei progetti dell’ associazione:

– Corsi d’ Italiano per stranieri
– Sportello Legale
– Corsi d’ informatica di base
– Centro d’ accoglienza

Durante la serata ci saranno dj set e mostre fotografiche

 


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Padova – No sfratto day 29 Novembre

27 Nov
Giovedì 29 novembre 2012 Fatimo e richard ed i loro due figli di tre e 8 anni subiranno l'ennesimo tentativo di sgombero della loro abitazione.
Non pagano l'affitto da tempo perché colpiti dalla cris.
Il loro proprietario di casa si è in passato arrogato il diritto di aggredire violentemente Fatima.
Il comune finora ha proposto per loro una soluzione inaccettabile:
madre e figli in una casa di accoglienza e nessuna sistemazione per il marito.
Per questo giovedì 29 novembre saremo con loro, per difendere la loro abitazione dalle ore 6.00.
RAZZISMO STOP
ADL COBAS
CSO PEDRO

Raccolta pellet da stufa

22 Nov

Raccolta Pellettato Da Stufa presso L’Ass. Razzismo Stop

Da anni L’Associazione Razzismo Stop Padova offre importanti servizi a titolo gratuito nel territorio cittadino che vivono grazie all’attività volontaria di decine di persone.

Nella sua attuale sede l’Associazione svolge attività di: sportello informativo sulle migrazioni offrendo assistenza burocratica e legale ai cittadini migranti, scuola di italiano per stranieri a scadenza bisettimanale, free internet point e da tre anni è presente all’interno dei nostri spazi un piccolo centro di accoglienza per rifugiati.

Durante i mesi invernali ci troviamo ad affrontare un ulteriore problema logistico dovuto alla mancanza di un adeguato impianto di riscaldamento ed è per questo che invitiamo tutti a donare del “pellettato da stufa”/Pellet (o un piccolo contributo economico) per supportare le nostre attività.

Sarà possibile portare il proprio contributo presso la nostra sede in Via Gradenigo 8 (Zona Portello di Padova) per tutta la durata dell’evento:

Puoi trovarci: 

Lunedì dalle 19.00 alle 21.00

Martedì, Mercoledì dalle 15.00 alle 19.00

Giovedì dalle 15.00 alle 21.00

 

Ass. Razzismo Stop Padova

Padova – WELCOME: migrazioni e confinamenti nello spazio Euromediterraneo

19 Mag

L’Associazione Razzismo Stop e il progetto Melting Pot Europa, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato di Padova e Provincia organizzano un ciclo di incontri sulle dinamiche migratorie e di confinamento alla luce delle rivolte in Nord Africa.

Il primo appuntamento è per Martedì 24 maggio a partire dalle 17.30 presso i locali di Sherwood in vicolo Pontecorvo 1/A a Padova.

Dal Nordafrica a Lampedusa
Dentro la grande trasformazione ci siamo noi. Immersi in questo mediterraneo in metamorfosi. Dalla Tunisia all’Egitto, dall’Algeria alla Libia tra rivolte e bombardamenti si sta ridefinendo un nuovo assetto geopolitico per un pezzo di mondo che fino a pochi mesi fa non sembrava in grado di ambire al cambiamento.
Ne discutiamo con:
GIULIANA SGRENA – il Manifesto
STEFANO LIBERTI – il Manifesto
VILMA MAZZA – Global Project, Carovana Uniti per la libertà


Il secondo appuntamento è invece fissato per Martedì 31 maggio alle ore 17.30, sempre presso i locali di Sherwood in vicolo Pontecorvo 1/A a Padova

Da Lampedusa verso l’Europa.
Con l’operazione Lampedusa è saltato ogni tradizionale schema digestione delle migrazioni. Detenzione, accoglienza, asilo, discorso pubblico, Europa, normativa sull’immigrazione, sono stati tutti inevitabilmente investiti dalle rivolte e dai bombardamenti sull’altra sponda del Mediterraneo. Vecchie nuovi strumenti si sono però ricombinati in un nuovo, seppur ancora indefinito, modello di gestione.

Ne discutiamo con:
GIOVANNI PALOMBARINI – magistrato
MARCO FERRERO – Avvocato
EDGAR SERRANO – Università di Padova
NICOLA GRIGION – Progetto Melting Pot Europa

Padova – Basta emergenza, è l’ora dell’accoglienza

15 Apr

Conferenza stampa dell’Associazione Razzismo Stop

Caro Sindaco nella città che amministri l’emergenza accoglienza c’è sempre stata.
Questo il messaggio dell’Associazione Razzismo Stop che ha tenuto oggi una conferenza stampa all’interno di Palazzo Moroni, la sede del Comune di Padova.
Da oltre un anno nei locali dell’Associazione, in via grandenigo 8, è stato allestito un centro di accoglienza per i migranti, in particolare rifugiati somali, abbandonati dall’ammnistrazione. La sede ha visto la rotazione di oltre 40 persone nel corso dell’anno.
Chi parla di accoglienza oggi, di rifiuto dei clandestini e disponibilità per ospitare i “profughi” buoni, di accoglienza da costruire a suon di dichiarazioni pubbliche e comunicati stampa, per i protagonisti dell’esodo biblico, dell’invasione, delle veline dei serviszi segreti e del Viminale, sa di aver lasciato sul ciglio della strada decine di donne e uomini, con un volto ed una storia, dei bisogni e delle speranze che rivendicavano qui il diritto ad un futuro.
Siamo stati al confine tra Libia e Tunisia, sull’isola carcere di Lampedusa, saremo in viaggio per la Francia con i migranti tunisini che vorranno varcare i confini imposti dall’Europa, e non possiamo tacere di fronte a chi utilizza i rifugiati per rubare consensi ma è pronto a l’unità di intendi per respingere le navi sul fondo del confine blu.
Con l’emergenza si giustifica tutto, anche la costruzione di una accoglienza approssimativa, fuori dai progetti di inserimento. Con l’emergenza, 20 tunisini arrivati in città fanno di Padova il teatro di una invasione, Con l’emergenza si fa politica non accoglienza. Perchè in questa città, l’allarme dignità non è certo ora a diventare un problema.
L’abbiamo fatto, continueremo a farlo, ma non senza combattere contro chi vuole rubare la dignità ai rifugiati per conquistarsi un pezzo di consenso.
Basta emergenza questa è l’ora dell’accoglienza

Padova – Pacchetto sicurezza e poteri ai sindaci – Ora via tutte le ordinanze incostituzionali

10 Apr

Abrogato un pezzo del pacchetto sicurezza. Riconquistato un pezzo di libertà. Comunicato dell’Associazione Razzismo Stop, Padova

Che batosta per i sindaci sceriffo, per le tante amministrazioni che a colpi di ordinanze hanno cercato il loro piccolo momento di gloria sulla pelle dei migranti. Con il nostro ricorso contro l’ordinanza anti-accattoni del Comune di Selvazzano, la Corte Costituzionale ha cancellato un pezzo di quel pacchetto sicurezza tanto caro alla Lega Nord e tanto utilizzato dai sindaci di tutti gli schieramenti.
Intorno all’idea di una emergenza permanente sono stati in questi anni emessi, da parte delle amministrazioni locali, provvedimenti discriminatori e limitativi delle libertà, che nulla hanno a che vedere con l’urgenza e l’eccezionalità previste dalla Costituzione, ma che hanno invece sempre e solo risposto alle esigenze elettorali e di consenso degli sceriffi, o meglio, degli apprendisti stregoni.
Questa arbitrarietà di governare la vita delle comunità, a seconda delle esigenze politiche e producendo differenze, deve finire.
Non è la legalità come valore che cerchiamo, ma la giustizia e la dignità per i cittadini, stranieri e non, che vivono in questo paese e che spesso sono sottoposti a scelte arbitrarie ed a restrizioni della libertà inaccettabili. Solo la settimana scorsa, ancora scalfendo il pacchetto sicurezza del 2009, abbiamo ottenuto la scarcerazione di Khadim, uno dei migranti saliti sulla Basilica del Santo contro la sanatoria truffa, arrestato per un reato non più previsto dal nostro ordinamento.
La povertà, l’indigenza, la precarietà, non possono essere motivo di una giustizia arbitraria e di una legalità ingiusta.
Per questo ora dovrà essere ritirato tutto quell’inventario di provvedimenti illegittimi che vorrebbero arbitrariamente governare la nostra vita, quella dei cittadini stranieri ed italiani.
Se i Sindaci non lo faranno siamo pronti ad impugnarle tutte.
Associazione Razzismo Stop Padova