Padova – #nosfrattoday. Rinviato lo sfratto di Fatimo

29 Nov

Padova, via Curiel, Quartiere Pescarotto/Stanga. Già nella notte l’appartamento è presidiato dagli attivisti dell’Associazione Razzismo Stop. Prima dell’alba, dalle ore 6.00 arrivano sul posto anche gli attivisti del Cso Pedro e dell’ADL Cobas, insieme ad altri cittadini colpiti da provvedimento di sfratto.

A difendere la casa di Fatimo, Richard e dei loro figli di tre e otto anni sottoposti al 5° tentativo di sgombero ci sono così oltre 60 persone.

Le ultime proposte dal Comune di Padova, che da mesi è informato della situazione, arrivano nelle prime ore del mattino: sistemazione provvisoria della famiglia in una casa di accoglienza per 4 giorni. Inaccettabile!.

L’Ufficio Casa invece già nella mattinata del giorno precedente aveva comunicato la decisione negativa della Commissione per la valutazione dei casi di emergenza con motivazioni approssimative e poco chiare.

Secondo il Comune la situazione di Fatimo e Richard non sarebbe chiara. Fatimo, titolare di un permesso umanitario con scadenza nel 2013, Richard, con permesso di soggiorno per lavoro subordinato con validità di un anno per cui è in corso la procedura di rinnovo, non avrebbero diritto ad essere assistiti. Eppure Richard, nonostante la crisi, ha firmato da due mesi un lavoro a chiamata da cui riesce a ricavare, pur lavorando oltre le normali 8 ore al giorno, solamente 500 euro al mese.

La realtà? Il Comune non ha soluzioni e l’assenza da anni di politiche abitative adeguate comincia piano piano a diventare una vera e propria emergenza anche quando si tratta di far fronte alle situazioni urgenti che fino a poco fa trovavano comunque uno sbocco.

La situazione generale degli sfratti è drammatica, il numero è in continuo aumento, mentre l’ipotesi di una oratoria sugli sfratti e i pignoramenti (così come è avvenuto in Spagna) sembra lontana.

Intorno alle ore 8 arrivavano sul luogo i primi agenti della Questura mentre il proprietario, in passato protagonista di una aggressione contro Fatimo, si aggira per le vie limitrofe in attesa dell’Ufficiale Giudiziario, determinato a rientrare oggi in possesso dell’alloggio. Pretende di esercitare il suo diritto di proprietà dopo aver calpestato i diritti di una famiglia “estorcendo” 400 euro mensili per un alloggio indegno di forse 30 mq con arredamento fatiscente, muffa ed infiltrazioni. I diritti degli inquilini ad avere un alloggio in condizioni decorose non valgono mai in questi casi.

L’Ufficiale Giudiziario arriva poco dopo le 9.00. Il presidio è ancor più numeroso di prima e la decisione arriva dopo un colloquio con le Forze dell’Ordine: non ci sono le condizioni per eseguire lo sfratto che viene rinviato al 25 febbraio 2013.

Grazie alla mobilitazione di oggi ci sono ancora 3 mesi per trovare una soluzione

Ora il Comune di Padova non ha più scuse. Il tempo per dare risposte c’è

Intanto, nessuno in strada!

 

 

Il video dell’ iniziativa

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Le foto dell’ iniziativa

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