Archivio | novembre, 2012

Padova – #nosfrattoday. Rinviato lo sfratto di Fatimo

29 Nov

Padova, via Curiel, Quartiere Pescarotto/Stanga. Già nella notte l’appartamento è presidiato dagli attivisti dell’Associazione Razzismo Stop. Prima dell’alba, dalle ore 6.00 arrivano sul posto anche gli attivisti del Cso Pedro e dell’ADL Cobas, insieme ad altri cittadini colpiti da provvedimento di sfratto.

A difendere la casa di Fatimo, Richard e dei loro figli di tre e otto anni sottoposti al 5° tentativo di sgombero ci sono così oltre 60 persone.

Le ultime proposte dal Comune di Padova, che da mesi è informato della situazione, arrivano nelle prime ore del mattino: sistemazione provvisoria della famiglia in una casa di accoglienza per 4 giorni. Inaccettabile!.

L’Ufficio Casa invece già nella mattinata del giorno precedente aveva comunicato la decisione negativa della Commissione per la valutazione dei casi di emergenza con motivazioni approssimative e poco chiare.

Secondo il Comune la situazione di Fatimo e Richard non sarebbe chiara. Fatimo, titolare di un permesso umanitario con scadenza nel 2013, Richard, con permesso di soggiorno per lavoro subordinato con validità di un anno per cui è in corso la procedura di rinnovo, non avrebbero diritto ad essere assistiti. Eppure Richard, nonostante la crisi, ha firmato da due mesi un lavoro a chiamata da cui riesce a ricavare, pur lavorando oltre le normali 8 ore al giorno, solamente 500 euro al mese.

La realtà? Il Comune non ha soluzioni e l’assenza da anni di politiche abitative adeguate comincia piano piano a diventare una vera e propria emergenza anche quando si tratta di far fronte alle situazioni urgenti che fino a poco fa trovavano comunque uno sbocco.

La situazione generale degli sfratti è drammatica, il numero è in continuo aumento, mentre l’ipotesi di una oratoria sugli sfratti e i pignoramenti (così come è avvenuto in Spagna) sembra lontana.

Intorno alle ore 8 arrivavano sul luogo i primi agenti della Questura mentre il proprietario, in passato protagonista di una aggressione contro Fatimo, si aggira per le vie limitrofe in attesa dell’Ufficiale Giudiziario, determinato a rientrare oggi in possesso dell’alloggio. Pretende di esercitare il suo diritto di proprietà dopo aver calpestato i diritti di una famiglia “estorcendo” 400 euro mensili per un alloggio indegno di forse 30 mq con arredamento fatiscente, muffa ed infiltrazioni. I diritti degli inquilini ad avere un alloggio in condizioni decorose non valgono mai in questi casi.

L’Ufficiale Giudiziario arriva poco dopo le 9.00. Il presidio è ancor più numeroso di prima e la decisione arriva dopo un colloquio con le Forze dell’Ordine: non ci sono le condizioni per eseguire lo sfratto che viene rinviato al 25 febbraio 2013.

Grazie alla mobilitazione di oggi ci sono ancora 3 mesi per trovare una soluzione

Ora il Comune di Padova non ha più scuse. Il tempo per dare risposte c’è

Intanto, nessuno in strada!

 

 

Il video dell’ iniziativa

ide

 

 

Le foto dell’ iniziativa

Aspettando i barbari. A proposito dell’emergenza sbarchi…

27 Nov

Tratto da http://www.meltingpot.org

360 più 80, uguale 440. Numeri. Persone. Esseri umani in fuga. Un fine settimana come tanti altri. Il Mediterraneo, ancora una volta, da speranza per tutti rischia di diventare una tomba per molti. Troppi.

Dal 1996 ad oggi 6.448 migranti sono annegati nel solo canale di Sicilia, nel disperato tentativo di raggiungere il nostro paese, cercando di mettersi alle spalle guerre, povertà, carestie, violenze. Disposti a rischiare una vita che nel proprio paese d’origine non vale nulla. L’Italia, l’Europa, mete da raggiungere a qualsiasi costo, con in tasca il sogno di un futuro degno di essere vissuto. Quel sogno che porta ad attraversare deserti, affidandosi ad aguzzini senza scrupoli, rischiando di trovarsi nelle mani di milizie feroci che non hanno problemi nel sotterrare donne, uomini e bambini in lager per migranti, come succede in Libia.

 

Quella Libia con cui l’Italia firmava accordi bilaterali ai tempi di Gheddafi, che equivalevano a una condanna a morte per migliaia di persone. In mare, nel deserto, nelle prigioni, l’importante è che non arrivassero vicini ai confini della Fortezza Europa. Pronti eventualmente ad essere usati come arma di ricatto, stipati nelle carrette dei mari e spediti come pacchi bomba verso i confini del nostro paese. Gheddafi è morto, l’Europa ha condannato l’Italia per quegli accordi stipulati in sfregio al diritto, eppure il governo dei tecnici ha scelto, molto politicamente, di continuare sulla strada tracciata, firmando nuovi accordi che ricalcano quelli precedenti.

Qualcuno pensa di svuotare il mare con un cucchiaino, proclamando ad ogni piè sospinto una nuova crisi umanitaria. Dopotutto è sicuramente più facile governare manu militari l’emergenza che non pianificare politiche di accoglienza e inclusione che prendano atto dell’irreversibilità di un fenomeno inarrestabile, adottando quegli strumenti che consentirebbero di non rischiare la vita nel tentativo di raggiungere le nostre coste, e che eviterebbero di ingrossare le fila dell’esclusione e della clandestinità.

Un salto di qualità, un cambio di paradigma che non regala certo facili consensi, che parla alla testa delle persone e non alla loro pancia. Quando l’Italia sciorina i dati sull’”invasione” di profughi e richiedenti asilo, nel resto d’Europa si mettono a ridere. Numeri risibili i nostri, se confrontati con la maggior parte dei partner europei. Il problema acclarato, semmai, è l’incapacità politica di governare processi ormai strutturali, consolidati. Non c’è da stupirsi, ovviamente. Come diceva qualcuno, un morto è una tragedia, tanti morti sono una statistica.

Questo è il paese della Bossi-Fini, dei ministri che chiedono di sparare per affondare i barconi della disperazione, è il paese che non riesce nemmeno a discutere del riconoscimento della cittadinanza ai giovani nati in Italia da genitori stranieri. Insomma, il (c’era una volta) belpaese.

 Benvenuti in Italia! Vulite ’a spremuta o vulite ’o caffe’?

Padova – No sfratto day 29 Novembre

27 Nov
Giovedì 29 novembre 2012 Fatimo e richard ed i loro due figli di tre e 8 anni subiranno l'ennesimo tentativo di sgombero della loro abitazione.
Non pagano l'affitto da tempo perché colpiti dalla cris.
Il loro proprietario di casa si è in passato arrogato il diritto di aggredire violentemente Fatima.
Il comune finora ha proposto per loro una soluzione inaccettabile:
madre e figli in una casa di accoglienza e nessuna sistemazione per il marito.
Per questo giovedì 29 novembre saremo con loro, per difendere la loro abitazione dalle ore 6.00.
RAZZISMO STOP
ADL COBAS
CSO PEDRO

Raccolta pellet da stufa

22 Nov

Raccolta Pellettato Da Stufa presso L’Ass. Razzismo Stop

Da anni L’Associazione Razzismo Stop Padova offre importanti servizi a titolo gratuito nel territorio cittadino che vivono grazie all’attività volontaria di decine di persone.

Nella sua attuale sede l’Associazione svolge attività di: sportello informativo sulle migrazioni offrendo assistenza burocratica e legale ai cittadini migranti, scuola di italiano per stranieri a scadenza bisettimanale, free internet point e da tre anni è presente all’interno dei nostri spazi un piccolo centro di accoglienza per rifugiati.

Durante i mesi invernali ci troviamo ad affrontare un ulteriore problema logistico dovuto alla mancanza di un adeguato impianto di riscaldamento ed è per questo che invitiamo tutti a donare del “pellettato da stufa”/Pellet (o un piccolo contributo economico) per supportare le nostre attività.

Sarà possibile portare il proprio contributo presso la nostra sede in Via Gradenigo 8 (Zona Portello di Padova) per tutta la durata dell’evento:

Puoi trovarci: 

Lunedì dalle 19.00 alle 21.00

Martedì, Mercoledì dalle 15.00 alle 19.00

Giovedì dalle 15.00 alle 21.00

 

Ass. Razzismo Stop Padova