Archivio | aprile, 2011

Padova – Basta emergenza, è l’ora dell’accoglienza

15 Apr

Conferenza stampa dell’Associazione Razzismo Stop

Caro Sindaco nella città che amministri l’emergenza accoglienza c’è sempre stata.
Questo il messaggio dell’Associazione Razzismo Stop che ha tenuto oggi una conferenza stampa all’interno di Palazzo Moroni, la sede del Comune di Padova.
Da oltre un anno nei locali dell’Associazione, in via grandenigo 8, è stato allestito un centro di accoglienza per i migranti, in particolare rifugiati somali, abbandonati dall’ammnistrazione. La sede ha visto la rotazione di oltre 40 persone nel corso dell’anno.
Chi parla di accoglienza oggi, di rifiuto dei clandestini e disponibilità per ospitare i “profughi” buoni, di accoglienza da costruire a suon di dichiarazioni pubbliche e comunicati stampa, per i protagonisti dell’esodo biblico, dell’invasione, delle veline dei serviszi segreti e del Viminale, sa di aver lasciato sul ciglio della strada decine di donne e uomini, con un volto ed una storia, dei bisogni e delle speranze che rivendicavano qui il diritto ad un futuro.
Siamo stati al confine tra Libia e Tunisia, sull’isola carcere di Lampedusa, saremo in viaggio per la Francia con i migranti tunisini che vorranno varcare i confini imposti dall’Europa, e non possiamo tacere di fronte a chi utilizza i rifugiati per rubare consensi ma è pronto a l’unità di intendi per respingere le navi sul fondo del confine blu.
Con l’emergenza si giustifica tutto, anche la costruzione di una accoglienza approssimativa, fuori dai progetti di inserimento. Con l’emergenza, 20 tunisini arrivati in città fanno di Padova il teatro di una invasione, Con l’emergenza si fa politica non accoglienza. Perchè in questa città, l’allarme dignità non è certo ora a diventare un problema.
L’abbiamo fatto, continueremo a farlo, ma non senza combattere contro chi vuole rubare la dignità ai rifugiati per conquistarsi un pezzo di consenso.
Basta emergenza questa è l’ora dell’accoglienza

Annunci

Padova – Pacchetto sicurezza e poteri ai sindaci – Ora via tutte le ordinanze incostituzionali

10 Apr

Abrogato un pezzo del pacchetto sicurezza. Riconquistato un pezzo di libertà. Comunicato dell’Associazione Razzismo Stop, Padova

Che batosta per i sindaci sceriffo, per le tante amministrazioni che a colpi di ordinanze hanno cercato il loro piccolo momento di gloria sulla pelle dei migranti. Con il nostro ricorso contro l’ordinanza anti-accattoni del Comune di Selvazzano, la Corte Costituzionale ha cancellato un pezzo di quel pacchetto sicurezza tanto caro alla Lega Nord e tanto utilizzato dai sindaci di tutti gli schieramenti.
Intorno all’idea di una emergenza permanente sono stati in questi anni emessi, da parte delle amministrazioni locali, provvedimenti discriminatori e limitativi delle libertà, che nulla hanno a che vedere con l’urgenza e l’eccezionalità previste dalla Costituzione, ma che hanno invece sempre e solo risposto alle esigenze elettorali e di consenso degli sceriffi, o meglio, degli apprendisti stregoni.
Questa arbitrarietà di governare la vita delle comunità, a seconda delle esigenze politiche e producendo differenze, deve finire.
Non è la legalità come valore che cerchiamo, ma la giustizia e la dignità per i cittadini, stranieri e non, che vivono in questo paese e che spesso sono sottoposti a scelte arbitrarie ed a restrizioni della libertà inaccettabili. Solo la settimana scorsa, ancora scalfendo il pacchetto sicurezza del 2009, abbiamo ottenuto la scarcerazione di Khadim, uno dei migranti saliti sulla Basilica del Santo contro la sanatoria truffa, arrestato per un reato non più previsto dal nostro ordinamento.
La povertà, l’indigenza, la precarietà, non possono essere motivo di una giustizia arbitraria e di una legalità ingiusta.
Per questo ora dovrà essere ritirato tutto quell’inventario di provvedimenti illegittimi che vorrebbero arbitrariamente governare la nostra vita, quella dei cittadini stranieri ed italiani.
Se i Sindaci non lo faranno siamo pronti ad impugnarle tutte.
Associazione Razzismo Stop Padova

Corte Costituzionale – Abrogata la norma del pacchetto sicurezza che attribuisce più poteri ai sindaci

7 Apr

Vinto il ricorso dell’Associazione Razzismo Stop, in collaborazione con Melting Pot Europa contro l’ordinanza anti-accattoni. Abrogato un pezzo del pacchetto sicurezza.
Un’ordinanza anti-accattonaggio, una delle tante proliferate nel corso di questi anni e firmate dai famosi sindaci sceriffi, una associazione che lotta per i diritti dei migranti, Razzismo Stop, che è anche una tra le tante che sostiene e promuove il progetto Melting Pot Europa, ed una norma, quella introdotta dal pacchetto sicurezza che impartisce poteri ai sindaci in materia di pubblica sicurezza oltre alle situazioni contingibili ed urgenti: questi gli attori della vicenda su cui si è pronunciata la corte Costituzionale con la sentenza n. 115 del 4 aprile.

La Corte Costituzionale con la citata sentenza si è pronunciata sulla disposizione contenuta nell’art 54, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall’art. 6 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica), dopo che la questione di legittimità era stata sollevata dal Tar Veneto nell’ambito del ricorso, promosso dall’Ass Razzismo Stop con l’Avv. Michele Dell’Agnese (a cui vanno i nostri ringraziamenti), contro un provvedimento sindacale con il quale si è fatto divieto di «accattonaggio» in vaste zone del territorio comunale di Selvazzano (Padova), prevedendo, per i trasgressori, una sanzione amministrativa pecuniaria, con possibilità di pagamento in misura ridotta solo per le prime due violazioni accertate. Oggetto del divieto, in particolare, era la richiesta di denaro in luoghi pubblici, effettuata «anche» in forma petulante e molesta, di talché il provvedimento sindacale si estende, secondo il rimettente, alle forme di mendicità non «invasiva o molesta».

La norma che conferisce più poteri ai sindaci viola gli articoli 3, 23 e 97 della Costituzione Italiana e per questo è stata abrogata nella parte in cui conferiscepoteri ai sindaci “anche” in situazioni non contingibili ed urgenti, lasciando spazio, proprio con l’introduzione della parola anche a ordinanze che vanno oltre le situazioni definite dai due aggettivi sottoponendo i cittadini a restrizioni non prevista a norma di legge ma discrezionalmente introdotte dai sindaci.

Trema ora tutto l’inventario di ordinanze adottate in questi anni dalle amministrazioni locali proprio sulla base di questa disposizione abrogata perché incostituzionale.

Qui la sentenza