Archivio | marzo, 2011

Welcome sbarca a Lampedusa

26 Mar

In questi giorni la campagna Welcome è arrivata a Lampedusa, perchè bisogna smettere con detenzioni e confinamenti, perchè dobbiamo svuotare l’isola-carcere e lottare per la libertà dei migranti.
Sui siti www.meltingpot.org e www.globalproect.info aggiornamenti in tempo reale dall’isola. Di seguito una raccolta di link utili da cui partire per capire la situazione dei migranti sull’isola.

Padova. Sanatoria truffa. Khadim arrestato per un reato che non esiste. Liberarlo subito!

24 Mar

I Carabinieri diffondono veline che parlano di droga. Poi la smentita: si tratta di mancata esibizione dei documenti
Lo hanno arrestato nella serata di mercoledì, durante una operazione condotta nei pressi della Stazione di Padova e già questa mattina i Carabinieri diffondevano veline con il verdetto più comodo: “il Sig. Khadim è stato arrestato nell’ambito di una operazione contro lo spaccio” hanno detto.

Assolutamento falso. Khadim Diouf, uno dei migranti protagonisti dell’occupazione della Basilica del Santo a Padova contro la sanatoria truffa è stato arrestato per una vecchia condanna inflittagli per non aver esibito i documenti

Si tratta di una vergognosa violazione della legge perché le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, nella camera di consiglio del 24 febbraio 2011, hanno stabilito l’ abolitio criminis per gli stranieri extracomunitari «irregolari».

Il reato non è più punibile perché la stessa condotta dello straniero è già punita dall’art 10bis del TU con il reato di clandestinità.

Nonostante questo i Carabinieri hanno arrestato Khadim che ora si trova in carcere per un reato che non esiste.

Fin dalle prime ore della giornata i legali dell’Associazione Razzismo Stop, Aurora D’Agostino e Marina Infantolino, hanno lavorato per la scarcerazione di Khadim, mentre nel pomeriggio si è riunito in poche ore un presidio di un centianio di persone, in larga parte venditori ambulanti, per chiedere la sua immediata scarcerazione.

Lui era uno di loro, uno dei tanti ragazzi che ha preferito vendere merce per strada che la propria dignità, ma che nel far west della normativa italiana ha incontrato l’arbitrarietà delle forze dell’ordine, ha imparato ancora una volta che essere migranti, in questo paese, significa che su di te tutto è possibile.

Nelle prossime ore verrà presentata immediatamente l’istanza di scarcerazione.
Se non sarà eseguita in tempi brevi torneremo in Prefettura già martedì.

Associazione Razzismo Stop

Padova. Sanatoria 2009 – Hanno arrestato Khadim! Liberiamolo

24 Mar

Uno dei migranti (ambulante) saliti a Padova sulla Basilica del Santo in carcere per una vecchia espulsione.

Le prime interviste dal presidio.
La sua colpa è quella di aver tentato di vivere facendo il venditore ambulante, di non essersi auto-espulso in 5 giorni quando gli è stato ordinato di farlo, di non aver esibito il permesso di soggiorno e nonostante la Direttiva Europea abbia messo in crisi il meccanismo di carcerazione per irregolarità proposto dalla normativa italiana, Khadim si trova oggi in galera con la prospettiva di rimanerci per un mese.

Si tratta di uno dei protagonisti della mobilitazione contro la sanatoria truffa che a Padova ha portato i migranti, a ridosso del 1 marzo 2011, ad occupare la Basilica del Santo per chiedere protezione e per chiedere che chi lucra sulla vita dei migranti venga fermato.

La situazione ancora non è chiara. Non si tratta di un’ espulsione, ma dell’incarcerazione di un ragazzo che ha cercato una vita degna e si è ritrovato a fare l’ambulante nelle nostre strade senza lo straccio di un permesso perché la legge in vigore in Italia costringe all’irregolarità forzata i migranti: un perverso meccanismo che in questo Paese ha prodotto un vortice di clandestinità, carcerazione, e ricatti.

I procedimenti a carico di Khadim dovrebbero essere stati sospesi proprio per la presentazione dell’istanza di emersione. Mai una notifica di rigetto, una comunicazione sull’archiviazione della pratica ed oggi la carcerazione.
La condanna a suo carico riporta un nome diverso ed è stata inflitta senza neppure concedere la pena condizionale con buona pace degli allarmi per il sovraffollamento carcerario.

Questa è una delle tante storie dei tanti venditori ambulanti che hanno scelto di vendere merce nelle strade piuttosto di vendere la loro dignità.

Vogliamo chiarezza subito. Vogliamo libertà per i migranti truffati e per tutti quelli incarcerati da questa legge e da questo Governo che, da Lampedusa a Padova, ha scelto la detenzione come unica soluzione.

Tutti in Prefettura a Padova – giovedì 24 marzo alle ore 15.30 Libertà, diritti, dignità!
Khadim libero!

Associazione Razzismo Stop

www.globalproject.info
www.meltingpot.org

1° Marzo a Padova – Dalla Basilica al Tribunale. Continua la mobilitazione dopo il corteo

2 Mar

Foto de L'Angelo Viaggiatore

Dopo l’incontro con il Prefetto e le parziali garanzie sullo stop alle espulsioni di chi ha denunciato i truffatori, nuova inizaitiva il prossimo venerdì

Quattro giorni davanti alla Prefettura non erano bastati a spostare l’attenzione del Prefetto sulla vicenda dei migranti truffati durante le procedure della sanatoria 2009 che, nell’incontro dello scorso lunedì, era stato assolutamente secco sulla posizione della Prefettura.

Qualcosa è cambiato però grazie alla forza di chi nella giornata di lunedì era salito sulla facciata della Basilica del Santo e da lì non era sceso neppure la scorsa notte in attesa di nuovi contatti con le autorità.

Il Primo Marzo il nuovo incontro ottenuto con il Prefetto ha avuto un tenore decisamente diverso: sostenuta da un centinaia di sottoscrizioni delle richieste potrate alla Prefettura e da un presidio di oltre 400 persone, una delegazione dei manifestanti ha partecipato all’incontro.

Due ore di trattative conclusesi senza impegni formali ma con consistenti passi in avanti per i migranti.

Il nodo della questione era chiaro: impedire che, in attesa della decisione del giudice sull’opportunità di concedere ai migranti che hanno denunciato i truffatori un permesso per protezione sociale, le vittime delle truffe fossero espulse.
La richiesta è sostenuta anche da una recente ordinanza del Giudice di Pace di Caltanissetta (16/12/2010) che si era espresso proprio per la non convalida di una espulsione, ma anche dalla stessa direttiva rimpatri (115/CE/2008) che prevede, come ben espresso nella circolare del capo della Polizia Manganelli, la non automaticità delle espulsioni, la necessità di valutare attentamente la situazione e le circostanze in cui si trova l’interessato, tra le quali anche se sussistono le condizioni affinché allo stesso sia possibile rilasciare un permesso di soggiorno umanitario o ad altro titolo.

La Prefettura, pur non potendo formalizzare una direttiva che sospenda le espulsioni, ha riconosciuto la situazione “speciale” di chi ha presentato denuncia e assicurato che, nel rispetto della normativa, la circostanza di aver presentato denuncia contro un truffatore e di essere in attesa di una risposta sul rilascio di un permesso di soggiorno sarà di rilievo.
Ma immaginiamo (e auspichiamo) che le linee telefoniche tra Prefettura e Questura, nelle prossime ore, siano anche veicolo di “consigli” per le Forze dell’Ordine.

Sicuramente qualcosa è cambiato. E l’assicurazione da parte della Prefettura, anche della possibilità di intervenire direttamente nel caso di situazioni problematiche che venissero a presentarsi, non significa altro che rimetterci in cammino. Per monitorare su eventuali abusi, per continuare questa battaglia che parla, non solo della sanatoria truffa, ma di un mercato sommerso della compravendita del diritto di soggiorno strettamente correlato alla legge sull’immigrazione, nato e cresciuto grazie ai sui principali istituti, prodotto e riprodotto dalla condizione di ricatto a cui i migranti sono sottoposti: parla di tutti noi. Parla di democrazia e diritti di dignità e giustizia.

Dopo l’incontro il presidio si è mosso in corteo nel gelo della città del Santo per raggiungere Sant’Antonio dove ad attenderlo c’erano i migranti arroccati sulla facciata della Basilica, scesi piano piano all’urlo “no espulsioni no espulsioni”.

Ma già venerdì 4 ci sarà il prossimo appuntamento di fronte al Tribunale di Padova alle ore 15 per la consegna alla Procura della richiesta di protezione delle vittime della truffa, sottoscritta da centinaia di persone ed associazioni tra cui il Magistrato Giovanni Palombarini, l’avvocato Annamaria Alborghetti, anche Presidente della Camera Penale di Padova, la Presidente del Consiglio Comunale, l’Assessore all’ambiente del Comune di Padova, quello alle politiche giovanili del Comune di Venezia.

Ma soprattutto, dopo questi 5 intensi giorni e notti di lotta, ci riscopriamo più forti, nonostante la legge sull’immigrazione, nonostante le ingiustizie, nonostante le truffe, siano sempre le stesse.
E’ la città ad essere cambiata. Come e quanto lo scopriremo solo nelle prossime settimane e se non sarà abbastanza sarà dovere di tutti continuare a lottare con i migranti : uniti contro la crisi, uniti contro il razzismo.

Per la rassegna multimediale della giornata di ieri a Padova: www.meltingpot.org
Per la rassegna multimediale sul Primo Marzo in tutta Italia:www.globalproject.info

Rassegna stampa – TENDE MIGRANTI di Orsola Casagrande

2 Mar

Fonte: Il manifesto del 1 marzo
Da quattro notti sono accampati davanti alla prefettura di Padova, ieri sono saliti sulle impalcature della basilica di Sant’Antonio e hanno srotolato uno striscione. Sono 43 nigeriani, marocchini e senegalesi che hanno pagato 1.500 euro a dei truffatori con la garanzia del permesso di soggiorno
Sono saliti sulle impalcature della basilica di Sant’Antonio e hanno appeso uno striscione con scritto «No alle espulsioni». I migranti che si apprestano a passare la quarta notte accampati davanti alla prefettura di Padova hanno risposto così all’incontro negativo con il prefetto che non ha dato disponibilità alla risoluzione della situazione. Da venerdì davanti alla prefettura di Padova c’è una vera e propria tendopoli. Tre striscioni spiegano che sta accadendo. Uniti contro la crisi. Uniti contro il razzismo. Sciopero generale. Nelle tende ci sono 43 cittadini nigeriani, marocchini e senegalesi, insieme a tanti italiani. I migranti sono quelli che sono stati truffati nella corsa al permesso di soggiorno che si è scatenata per la sanatoria del 2009. Una sanatoria che però era circoscritta al solo lavoro domestico e che ha mandato in crisi e disperazione migliaia di migranti. Molti di loro (tutti lavoratori anche se magari con lavori in nero o contratti brevi) si sono fidati della promessa fatta loro da una vera e propria organizzazione criminale che in Veneto e non solo (come stanno accertando le procure che hanno aperto un’inchiesta sui fatti). Nei fatti i migranti si sono ritrovati a pagare delle cifre comprese tra i 1.500 e i 5.000 euro per la garanzia di un permesso di soggiorno.
Oggi, loro che hanno denunciato l’organizzazione criminale, rischiano di essere espulsi. Perché nell’attesa di sapere cosa deciderà la procura (rispetto alla concessione dei permessi di soggiorno) i 43 cittadini non hanno nessuna tutela. Le loro storie, raccontate ancora una volta ieri nelle tende dove si è svolta la prima assemblea cittadina, raccontano di lavori al nero, lavapiatti per poche ore, di chi racimola qualche soldo distribuendo volantini porta a porta. Ci sono facchini, giardinieri, lavoratori edili. Tutti sfruttati, usati e poi gettati come si fa con qualcosa che non serve più. Loro però hanno deciso di ribellarsi e si sono recati allo sportello dell’associazione Razzismo Stop di Padova per denunciare i truffatori. Gli attivisti dell’associazione hanno ricostruito la storia della truffa e varie procure del Veneto hanno aperto un’inchiesta. Tutti i migranti venivano avvicinati da sedicenti mediatori, professionisti, che attraverso uffici, documenti falsi e datori di lavoro pure falsi, davano informazioni fasulle ma soprattutto vendevano la promessa di un posto fisso, che avrebbe consentito al migrante di rientrare nella sanatoria. Naturalmente tutto questo aveva un costo anche molto elevato.
Diverse associazioni padovane e venete hanno scritto e consegnato alle autorità una lettera in solidarietà con i migranti. Hanno firmato la Fiom del Veneto e di Padova, Assopace e molti altri. «Questa iniziativa – dice Nicola Grigion di Meltingpot – rientra nelle varie tappe che ci porteranno al primo marzo». Ma rientra anche nel percorso che vede Uniti contro la crisi in prima fila per quella che Grigion definisce «marcia verso la democrazia» in Italia.
In Piazza Antenore ci sono 8 piccole tende, una media e un tendone enorme. Fa freddo, ma la solidarietà portata ai migranti è tanta. C’è un via vai di persone che entra e esce dalle tende. Si fermano a ascoltare le storie che questi cittadini hanno da raccontare. Venerdì dopo un primo corteo c’è stata una serata di musica alla tendopoli. E ieri da Brescia sono arrivati a portare la loro solidarietà i cittadini migranti che pochi mesi fa si erano arrampicati sulle gru della città lombarda per chiedere giustizia.
Per quasi tutta la notte di venerdì sono rimasti nelle tende con i migranti anche i cittadini somali ospiti dell’associazione Razzismo Stop. Ieri la prima assemblea cittadina per far sapere ai padovani che cosa sta accadendo.
La richiesta dei migranti e dell’associazione Razzismo Stop è duplice. Alla procura si chiede il rilascio di un permesso di lavoro per protezione sociale (ex articolo 18) ma contemporaneamente alla prefettura si chiede la sospensione delle espulsioni.
Nella lettera che in queste ore si sta volantinando e già sottoscritta da decine di associazioni si legge tra l’altro che «le rivendicazioni dei migranti, che per lungo tempo hanno occupato una gru nella città di Brescia, ed una torre nella città di Milano, hanno fatto emergere e portato all’attenzione di tutto il paese questa ingiustizia». La lettera poi ricorda ai padovani che «alla truffa si è aggiunta l’ingiustizia consumata nei confronti di chi, dopo aver avuto accesso alla procedura, si è visto vanificare la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno da parte di una circolare interpretativa del capo della polizia Manganelli, che ha dato il via ad una lunga ed impressionante serie di rigetti dei permessi di soggiorno per gli stranieri precedentemente condannati per la violazione dell’ordine di allontanamento del Questore. Non puoi regolarizzarti proprio in virtù della tua irregolarità diceva la circolare: un paradosso. In queste ore è attesa la decisione plenaria del Consiglio di Stato sulla vicenda. A Padova ed in Provincia sono centinaia le domande rigettate ma soprattutto sono tante le persone truffate da una vera e propria organizzazione criminale che attendono giustizia».
Dopo essere stati ricevuti in mattinata dai responsabili della Prefettura con un nulla di fatto per quanto riguarda un impegno a risolvere la situazione dei migranti, che da quattro giorni sono accampati in Piazza Antenore, si è scelto di salire sulle impalcature della Chiesa di Sant’Antonio.

Padova – Sanatoria 2009: lettera aperta al Prefetto ed alla Procura

1 Mar

Firma a sostegno della lotta dei migranti truffati, scrivi a rspadova@libero.it

Un gruppo di cittadini migranti, dopo aver presidiato con le tende per 4 giorni Piazza Antenore, ed aver incontrato, senza risposte positive, i funzionari della Prefettura, sono saliti sulla facciata della Basilica del Santo per portare l’attenzione di questa città sulla loro situazione.

Nel corso del mese di settembre 2009, in occasione della procedura di emersione dei rapporti di lavoro domestico sommersi, si sono consumate truffe e raggiri di dimensioni eccezionali a Padova, nel Veneto ed in tutto il paese.

Loro, hanno avuto il coraggio di denunciare i loro truffatori che hanno intascato migliaia di euro sulla loro pelle. Ora chiedono giustizia. Chiedono un permesso di soggiorno per protezione sociale. Chiedono che, in attesa della decisione della Procura, vengano sospese le espulsioni nei loro confronti.

Sosteniamo la loro richiesta nei confronti della Procura della Repubblica, perché conceda alle vittime di questi raggiri un permesso di soggiorno per protezione sociale (ex art 18); nei confronti della Prefettura perché le vittime di questa truffa non vengano espulse in attesa della decisione della Procura

per adesioni: rspadova@libero.it

Hanno già sottoscritto:
Comunità nigeriana di Padova
Comunità senegalese di Padova
Luca Bertolino, Associazione Razzismo Stop
Nicola Grigion, Progetto Melting Pot
Giovanna Berti, Avvocato
Paolo Berti, Avvocato
Fiom Padova
Fiom Veneto
Gianni Boetto, Associazione Difesa Lavoratori USB
Francesca Zanotto, Associazione Difesa Lavoratori USB
Max Gallob, Cso Pedro
Omid Firouzi, Reality Shock
Daniela Ruffini, Presidente del Consiglio Comunale di Padova
Umberto Curi, Università di Padova
Laboratorio Universitario C.R.A.C.K.
Associazione per la Pace
CUI Padova
Coordinamento nessuno è illegale
Carlo Salmaso, Comitato Genitori ed insegnanti per la scuola pubblica
Cristiano Amedei, Comitato Genitori ed insegnanti per la scuola pubblica
Bepi Zambon, Cobas Scuola Padova
C.E.S.P.
Gianni Belloni, Carta EstNord
Gianfranco Bettin, Assessore alle Politiche giovanili di Venezia
Aurora D’Agostino, Avvocato
Giuliana Beltrame, Circolo del Manifesto
Vilma Mazza, Associazione Ya-basta
Alisa Del Re, Università di Padova
Ferruccio Gambino, Università di Padova
Francesca Vianello, Università di Padova
Associazione Giuristi democratici “Giorgio Ambrosoli” sezione di Padova
Luciana Roma, Teatrocontinuo, Padova
Stefania Ragusa Comitato nazionale Primo marzo
Sara Voltolina, Fuori Controllo, Monselice
Francesco Mason, Avvocato
Francesca Helm, Università di Padova
Claudio Calia, autore di fumetti
Daniele Frigerio, Comitato Primo Marzo Firenze
Paolo Cannarozzo, Insegnante
Sara Jane Pearcey
Movimento Primo Marzo
Cristina Fasolato
Sveva Haertter, Ufficio Migranti Fiom-Cgil
Donne sotto la gru, Brescia
Laura Montresor Comitato Genitori e insegnanti per la Scuola Pubblica
Rosalba Calabretta Associazione Solidarietè nord-sud
Giuseppe Mosconi, Università di Padova
Evisa Zhapa, medico
Patrizio Ponti, Associazione Baobab onlus Milano
Ornella Maria Gia, Università di Padova
Roberto Brumat, giornalista pubblicista
Carmela Di Rocco, medico del lavoro
Leo Manoli
Caterina Canovese
Lorenza Favaro Rsu Poste italiane
Laura Zanin
Giulietta Poli, insegnante
Andrea Cavazzana
Bruna Calligrafi
Speranza Pasetto, Insegnante
Carlo Cappellari, avvocato
Chiara Pasquato
Raffaella Cosentino, Giornalista

(…seguono centinaia di firme raccolte presso il Presidio)