Archivio | giugno, 2010

Welcome – 20 giugno al porto di Venezia

15 Giu

Il 20 giugno si terrà la giornata di lotta in difesa del diritto d’asilo e contro tutti i respingimenti. La giornata è stata proposta all’innterno della campagna Welcome – Indietro non si torna di cui di seguito potete leggere l’appello (o visitate il sito del Progetto Melting Pot Europa.

Per chi volesse partecipare all’iniziativa che si terrà al porto di Venezia, gli appuntamenti sono i seguenti:
-Padova ore 9.00 presso la stazione dei treni.
-Venezia ore 10:30 alla stazione ferroviaria di S. Lucia.
Dalla stazione di Venezia partirà un corteo che muoverà verso un assedio pacifico al porto di Venezia. Musica e interventi dal palco (con la partecipazione di Cecilia Strada, Presidente di Emergency). Azioni creative per promuovere l’accoglienza.

Alla sera, presso lo Sherwood Festival (c/o Stadio Euganeo Padova) ci saranno le proiezioni di alcuni video su i respingimenti in Italia e Grecia, sulla situazione dei rifugiati in Italia e a Padova.
Seguirà anche un dibattito con
rappresentanti del Progetto Melting Pot Europa, di Medici senza frontiere e con alcuni migranti provenienti da Rosarno.
Qui la locandina dell’evento.

Logo Welcome

Welcome! Indietro non si torna
20 Giugno 2010: appello per una giornata internazionale di lotta in difesa del diritto d’asilo e contro tutti i respingimenti.

Manifestazioni congiunte nei porti dell’Adriatico e in quelli di Igoumenitsa e Patrasso in Grecia. Da tutta Italia, raggiungiamo Venezia, Ancona o Bari!

Gli appuntamenti:
Venezia – Ore 10:30 Stazione ferroviaria di Santa Lucia
Ancona – Ore 11:00 Banchina 14 – Ore 19:00 Banchina 14
Bari – Ore 10:00 Ingresso del porto

Da maggio del 2009, con i respingimenti dei migranti verso la Libia, ha avuto inizio una delle pratiche più violente e lesive della dignità umana che le istituzioni italiane abbiano mai messo in atto. Migliaia di persone tra cui donne in stato di gravidanza e bambini, sono state ricacciate verso le prigioni libiche, gli stupri e le deportazioni nel deserto. Si tratta per la maggior parte, come dimostrano le statistiche delle Nazioni Unite, di persone in fuga da guerra, persecuzione e violenza generalizzata. Profughi che avrebbero il diritto, secondo le convenzioni internazionali, le leggi comunitarie, la costituzione italiana, di raggiungere un luogo dove chiedere e ottenere asilo.
Era inevitabile che nella dichiarata “guerra all’immigrazione clandestina” il diritto d’asilo venisse travolto, ostacolato, strumentalizzato, banalizzato, svuotato e calpestato. È stato soprattutto attraverso la spettacolarizzazione della frontiera di Lampedusa, sfruttando un’ansia da “invasione” provocata e poi “curata” con la brutalità dei respingimenti nel Mediterraneo, che si sono legittimate le ulteriori restrizioni dei diritti dei migranti e il recente pacchetto sicurezza con l’introduzione del “reato di immigrazione clandestina”. Mentre le nuove leggi non hanno fatto altro che alimentare l’irregolarità forzata dei migranti in Italia, la loro precarietà e il loro sfruttamento sul mercato del lavoro, è stato materialmente impedito l’accesso al territorio alle persone più fragili e più difficilmente “clandestinizzabili”: i potenziali rifugiati. Nonostante i respingimenti siano stati condannati del Consiglio d’Europa e alcuni funzionari del Ministero dell’Interno siano stati rinviati a giudizio, tutto questo continua ad avvenire.
La vera frontiera a Sud dell’Italia è diventata la costa libica, un luogo irraggiungibile e sottratto a qualsiasi tipo di controllo democratico.
Esiste un’altra frontiera italiana, però, molto più vicina e meno spettacolarizzata, dove “respingimenti” altrettanto illegali e violenti vengono attuati ogni giorno nel silenzio.
Dai porti di Venezia, Ancona, Bari e Brindisi, la polizia di frontiera respinge ogni anno migliaia di profughi afghani, curdi, somali, eritrei, sudanesi, palestinesi, che cercano, nascondendosi dentro o sotto i tir in partenza dai porti di Igoumenitsa e di Patrasso, di fuggire dalla Grecia, paese dove l’asilo non esiste (0,03% delle richieste accolte) e che riserva ai migranti un trattamento paragonabile a quello libico. L’Italia ne ha respinti 3.148 nel solo 2009. Tra di loro moltissimi minorenni e bambini ora rinchiusi nelle carceri greche o rimandati in Turchia e da lì, molto spesso, nei loro paesi d’origine in mezzo alla guerra.
Tutto questo accade nelle nostre città, ogni giorno, anche in questo momento, dentro i nostri porti ormai militarizzati, sulle navi di linea che prendiamo per andare in vacanza. In Grecia, nonostante la situazione drammatica in cui versa il paese, associazioni e movimenti continuano a sostenere la battaglia dei rifugiati e ci invitano a condividerla.

Indietro non si torna per chi sta cercando di arrivare, ma anche per chi è già qui e può perdere il diritto di restare da un momento all’altro perdendo il lavoro e il permesso di soggiorno.
Indietro non si torna per chi il diritto di restare ce l’ha ancora, ma ogni giorno deve sopportare il razzismo e i veleni di una società alla deriva.
Indietro non si torna anche e soprattutto adesso, che la Crisi viene utilizzata come ricatto individuale e collettivo per impedirci di combattere per ciò in cui crediamo, per non farci parlare di diritti e di dignità, di solidarietà e di opposizione alla guerra.
Indietro non si torna perché, e la Grecia lo dimostra, dove la vita delle persone non vale nulla, dove i profughi non vengono accolti, dove i bambini vengono segregati e abbandonati al loro destino, allora tutto il peggio può succedere.
Per questo l’associazione Kinisi di Patrasso e il Solidarity Group di Igoumenitsa stanno ripartendo del diritto di asilo per parlare dei diritti di tutti e il 20 giugno ci chiedono di essere con loro, da una sponda all’altra della “frontiera” per liberarla, per riprendercela, per farla scomparire. Perché abbiamo un’altra idea di Europa e di mondo.
20 giugno 2010: le città italiane rispondono all’appello delle associazioni greche e sono pronti ad accogliere grandi manifestazioni plurali e condivise che si stringano intorno ai porti guardando l’altra sponda dove, ad Igoumenitsa e Patrasso, altri faranno sentire la loro voce. Tutti insieme, contro tutti i respingimenti, per il diritto d’asilo in Italia, in Grecia, in Europa.

Partecipa anche tu alla campagna WELCOME. INDIETRO NON SI TORNA.

Possono esserci tanti percorsi diversi, in tutte le città italiane, per arrivare al 20 Giugno nei porti dell’Adriatico. Iniziative da costruire, riflessioni da approfondire, persone da convincere e da portare con noi.

Scarica e diffondi il video “Indietro non si torna”(http://www.globalproject.info/it/resources/15539/) sui respingimenti tra la Grecia e l’Italia

Il sito di Melting pot Europa si offre come strumento condiviso di dibattito e confronto, informazione e diffusione di tutte le iniziative che verranno programmate verso il 20 giugno.

Per Info e adesioni: infowelcome@meltingpot.org

Hanno aderito:

Da Venezia: Rete tuttiidirittiumanipertutti, Il villaggio, C.S.O. Rivolta, Razzismo stop, Venezia, Sale docks, Scuola di italiano Liberalaparola, Mani tese, Amici colonia venezia, Pax christi Venezia-Mestre, Coop aquaaltra, Emergency venezia, Vtm magis, Associazione donne migranti Solidaires, Cgil Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia, Ass. Sunugal, Ass.Moldava “Nashmir”, Ass. delle istituzioni culturali e religiose per la solidarietà dei senegalesi, Ass. sociocultural immigrant giornalist forum del Bangladesh , Ass. onlus a Braccia Aperte, Ass. Maumale Spiriti d’ Africa, Ass. Argiv della Guinea Francese, Laboratorio Morion, Onda studentesca, Venezia

Dalle Marche: Comunità Resistenti delle Marche, Ambasciata Dei Diritti Marche, Osservatorio Faro sul Porto, Ass. Ya Basta! Marche, Polisportiva Antirazzista Assata Shakur (Ancona), Campagna Palestina Solidarietà Marche, Csa Sisma – Macerata, Csa Oltrefrontiera – Pesaro, Csoa T.N.T. – Jesi, Csa Kontatto – Falconara, Csoa MezzaCanaja – Senigallia, Squola spa – Pergola, Csa Fabbri – Fabriano, Bottega di Resistenza Globale – Fossombrone, Csoa JollyRoger – Civitanova Marche (Mc), Coordinamento Migranti Terza Italia (Senigallia), La Cupa (Ancona), Collettivo Studentesco OPS (Ancona), Collettivo Corto Circuito – Jesi (An), Collettivo Studentesco 70c (Fabbriano), Collettivo Studentesco Zenit (Senigallia), Spam/Studenti e precari – Macerata, Csoa Ex Mattatoio Perugia, Commons LaB & Comitato Primo Marzo Perugia, Gruppo Emergency (Ancona), Gruppo Emergency Fabriano, Urlo – mensile di resistenza giovanile (Ancona), Ass. Sciarada Corridonia (Mc)

Avvocato Paolo Cognini – Foro di Ancona, Enzo Valentini – Assessore all’Ambiente, attività economiche e politiche di integrazione sociale, cooperazione e sviluppo – Comune di Macerata, Gabriella Ciarlantini – Consigliere Comunale Macerata, Emanuele Rossi – Consigliere Comunale Gruppo Misto Comune di Fabriano, Maiolatesi Gilberto – Assessore all’Ambiente e all’Integrazione Sociale del Comune di Jesi, Carla Virili – Assessore Protezione Civile, Demanio Idrico, Viabilità e Pari Opportunità – Provincia di Ancona, Janita Biondi – Consigliere Comune di Fabriano, Francesco Armezzani – Consigliere Comune di Fabriano, Sandro Romani – Vice Sindaco Assessore ai Lavori Pubblici e alla Protezione Civile Comune Fabriano, Angelo Costantini – Assessore alle Politiche del Lavoro, Attività Produttive, Trasporti Comune Fabriano, Belcecchi Fabiano – Sindaco Comune di Jesi, Tonelli Stefano – Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Jesi, Aguzzi Bruna – Assessore ai Sevizi Sociali del Comune di Jesi, Sorana Vincenzo – Assessore alle Finanze del Comune di Jesi, Torelli Mauro – Dirigente dei Servizi alla Persona del Comune di Jesi, Roberto Sorci – Sindaco di Fabriano, Ennio Pattarin Professore Economia Università Politecnica delle Marche, Gianni Fiorentini – Assessore all’Immigrazione della Provincia di Ancona. Gruppi Musicali: Gang e Malavida

Da Bari: Rete Antirazzista, ferrhotel occupato, Mercato occupato, Socrate occupato

Dalle altre città:
Padova: Razzismo Stop, Padova, Associazione Difesa Lavoratori, C.S. Pedro, Ya Basta!, Collettivo Interfacoltà, Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica, Polisportiva San Precario, Cobas scuola, Padova
Bologna: Centro Sociale TPO, Bartleby, Ass. Ya Basta! Bologna, Rete delle Scuole di Italiano per Migranti di Bologna
Parma: Ass. ya basta, collettivo Spam, Rete dormire fuori, Perchè no? – scuola di italiano per migranti
Reggio Emilia: Laboratorio Aq 16, Ass. Città Migrante
Palermo: Forum Antirazzista, Laboratorio Zeta, Borderline Sicilia, borderline-europe
Roma: Esc, Point Break, Strike, Yo migro, Città dell’utopia, Senza confine
Altre adesioni: Emergency, Pax Christi, Partito della Rifondazione Comunista
Le Mafalde (Associazione culturale, Prato), Giulietta poli (insegnante, Padova), Bruno Linguanti, Ornella Messina, Stefano Barbano, Laura Scappaticci (dir. prov.le frosinone PdCI), Tonia Guerra, Segreteria Rifondazione Comunista, Regione Puglia

Un appello dal Progetto MeltingPot: Salvateli e non respingeteli – Sos da una barca di profughi in mezzo al mare

8 Giu

Il 6 giugno alle 23:00 l’associazione Habeshia ha ricevuto da un satellitare questa segnalazione oramai confermata anche da altre fonti:

Un gruppo di 25 persone tra cui un bambino di 7 mesi in mare da ieri pomeriggio, partiti dalle coste Libiche in questo momento si trovano nelle acque internazionali a Nord 340 D° 00.924 min est 012 D° 12.324 min

Melting Pot Europa chiede che queste persone vengano salvate e non respinte verso la Libia, secondo una prassi disumana e illegale condannata anche dal Consiglio d’Europa.
Si tratta, sembra ormai certo, di eritrei in fuga da una situazione drammatica. Nella terra di Gheddafi questi profughi, come è accaduto a migliaia di altri respinti dal maggio del 2009, troverebbero solo violenza, detenzione, trattamenti inumani e degradanti e deportazioni.
Devono invece avere accesso, come è loro diritto, alla procedura per fare richiesta d’asilo in un paese in cui ciò sia realmente possibile.

Melting Pot Europa chiede che anche altre associazioni, enti, gruppi e singoli individui si uniscano a questo appello.
Da quando sono iniziati i respingimenti si è dimezzato il numero delle richieste d’asilo in Italia.
I Respingimenti collettivi dei rifugiati in cerca di protezione internazionale sono un atto contrario ai diritti sanciti come fondamentali da testi di legge italiani, internazionali e comunitari.

http://www.meltingpot.org/articolo15599.html